La festa dei bambini a Confienza

Avete mai visto un’ottantina di bambini piccoli, tutti assieme, riuniti in una chiesa? A me è capitato domenica scorsa 23 giugno 2013 alla “Festa dei Bambini” celebrata nelle parrocchie di Confienza (1700 abitanti) e di Vinzaglio (500), in diocesi di Vercelli (e provincia di Pavia). Che spettacolo! Quei bambini non ancora in età scolastica, in braccio o tenuti per mano e trotterellanti vicino a mamma e papà, erano proprio uno spettacolo insolito e creavano un’atmosfera di festa e di gioia nella quale eravamo tutti coinvolti. Mi sono commosso segnando con l’olio benedetto del Bambino Gesù di Arenzano una crocetta sulla loro piccola fronte. E con quanto amore le giovani mamme e papà presentavano i loro bambini e ricevevano anche loro il segno della croce sulla fronte come sacra unzione di vite consacrate al Signore Gesù. Una mammina mi presenta con fierezza il suo piccolino che stava sbadigliando alla grande e faceva tenerezza e mi dice: “Ha solo un mese e mezzo”. Rispondo: “Brava! E ti dico anche grazie perchè senza bambini l’Italia non va più avanti”.

Mi hanno detto che 80 bambini piccoli per due parrocchie con 2200 abitanti in tutto, se non è un record nell’Italia d’oggi ci manda poco. Proprio questa è l’Italia autentica che dà speranza, ma che raramente trova spazio in giornali, telegiornali e nel gossip quotidiano che ci sommerge tutti in una marea di futilità e di fatti negativi (delitti, rapine, processi, corruzione, ecc.). Don Roberto Tornielli, sacerdote da 29 anni e parroco a Confienza da 18, fin dall’inizio celebra a gennaio la Festa dei Bambini nel giorno del Battesimo di Gesù nel Giordano. Quest’anno, in occasione dell’Anno della Fede, ha portato a Confienza una copia della statua miracolosa di Gesù Bambino (che aveva già portato 18 anni fa) e mi ha invitato per la Messa solenne e la benedizione dei bambini. Il Bambino Gesù del Santuario di Arenzano (Savona), tenuto dai Carmelitani e meta di molti pellegrinaggi, è rimasto in parrocchia una settimana, dedicata appunto a preparare la festa dei Bambini. Si dice il Rosario, si fanno processioni e celebrazioni, si coinvolgono le famiglie sul tema del matrimonio cristiano e sul dono dei figli che Dio manda. “Insomma, dice don Roberto, si prega perché il buon Dio faccia nascere altri bambini nelle nostre due parrocchie unite nella comunità pastorale. Tutto questo, con la grazia di Dio, ha prodotto e sta producendo i suoi frutti”.

Dopo la Messa pomeridiana, si è iniziato nell’oratorio il Grest estivo che dura tutto il mese di luglio e ospita un centinaio di bambini e ragazzini, maschi e femmine, impegnandoli nello sport, in giochi, laboratori, compiti estivi, lezioni di canto, di musica, uscite di visite esterne per esempio ad Arenzano per portarvi la Statua del Bambino Gesù. Tornando a Milano alla sera con i coniugi Anna e Alberto Zanada che mi portavano a casa (ambedue impegnati in parrocchia e in diocesi), si ragionava sul fatto che, in fondo, nella nostra Italia la fede c’è ancora e quando trova l’occasione per crescere e manifestarsi in modo comunitario e condiviso, concede a noi credenti delle meravigliose giornate di gioia autentica e profonda. La rinascita della nostra Italia, oltre a tutto il resto, parte anche dalle parrocchie e dagli oratori, che mantengono viva e vivace nel popolo la fede in Gesù Salvatore, l’unica vera e intramontabile ricchezza che abbiamo.

Piero Gheddo

 

 

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